mercoledì 25 luglio 2007

SIMONA GAVIOLI - FLORIANA SAVARINO

…Portare l’arte direttamente dentro l’intimità delle camere di un albergo è, apparentemente, un’ operazione facile, ma non così scontata. E’ da tempo che questo accade in città come Milano, Roma e Torino ed ancora prima, in città estere. La differenza sostanziale è, nel nostro caso, che a Villa Santa Maria in Foris a Ravenna, partecipa un gruppo artistico ben organizzato (Ca’ de Art rappresentato da Battistini, Bottazzi, Brunelli, Gardini, Pagnani, Petrosillo e Siboni) più due artiste ospiti provenienti da Bologna ( Gavioli e Savarino) che concepisce l’allestimento in modo fresco e diretto, avulso da quei filtri un po’ pedanti e rugginosi che di solito vengono suggeriti da curatori “modaioli” e vagamente asettici che intervengono sovente in queste situazioni espositive non canoniche. Villa Santa Maria in Foris è un luogo elegante ed accogliente, con una struttura più vicina a quella di una signorile casa-palazzo piuttosto che a quella del solito hotel di lusso. Qui si sono ritrovati, come in un cenacolo artistico, gli artisti di Ca’ de Art più volte all’anno in varie sedute nelle quali hanno discusso, progettato e sognato, inseguendo e raggiungendo il proprio lavoro e pensiero più pulito ed intellettualmente onesto, pensando a come creare ovvero dipingere, scolpire, fotografare ed allestire. Il luogo-albergo, quindi, è stato metabolizzato fino in fondo, con armonia e freschezza, e vissuto come una propaggine della propria idea di casa. E’ qui, come si suggeriva poco fa, che nasce e rinasce l’idea dell’arte, miratamente dedicata ai luoghi, dove gli artisti medesimi ritornano protagonisti degli spazi da vivere e da adottare…

giovedì 12 luglio 2007

ROBERTO PAGNANI - NEW YORK


I.10

Italian Cultural Institute of New York - Onishi Gallery - GARD Galleria Arte Roma Design - Assessorato alle Politiche Culturali Comune di Roma

I.10 GROUP EXHIBITION ITALIAN CONTEMPORARY ART

ARTISTS: Marco Angelini, Ariela Böhm, Marco Minguzzi, Gabriele De Santis, Fulvio Angelino, Giovanni Mangiacapra, Roberto Pagnani, Emilio Giusti, Mona Luisa Diogo, Diego Toscani ________________________________________________

“I.10” is an exhibition where 10 artists are being chosen as representative of contemporary art in Italy. One will find different works in style and artistic language, where creativity expresses itself in a multitude of facets: art of matter created with natural pigments and cellophane by M. Angelini, digital images to be unveiled by G.De Sanctis, waves created through a spatulate in transparent silicone by A. Böhm or the coloured dense and instictive spatulate by G. Mangiacapra. And again, the digitalised figurative directly on plaster by M. Minguzzi, the refined figurative created with oil paints by M. Diogo, the new pop painting by E. Giusti, the “sticks”, original artworks by F. Angelino, created with an assemblage of many different mummifying elements preserved in resin. At last, traditional painting showing highly suggestive backgrounds by R. Pagnani and the crude and strongly aesthetic painting by D. Toscani, with his skinless bodies opening and revealing their inner lives.

CURATORS: Pamela Cento e Sonia Mazzoli - GARD Galleria Arte Roma Design SPONSORSHIP: Italian Cultural Institute of New York & Assessorato Politiche Culturali Comune di Roma WHERE: Onishi Gallery, 521 West 26 th Street, Chelsea – 10001 New York WHEN: Dal 19 al 31 luglio 2007 OPENING: Giovedì, luglio 19, 18.00 – 20.00 I.10.com COORDINATORS NY Silvia Secondari, Alessandra Carbone COORDINATOR RM-NY Raffaella Arnone PRESS Zatta GRAPHIC DESIGNER dGraphix 3D M&MGraphix TRANSPORT Spedart TRANSLATIONS Blythe Liebgott, Airleas M. Vaglio

www.myspaceeditor.it

lunedì 2 luglio 2007

venerdì 22 giugno 2007

domenica 8 aprile 2007

CA' DE' ART


CA’DE’ART

Quando, nel mondo dell’arte, s’incontrano più persone mosse da un comune sentire, nasce sovente un sodalizio che, come tale, porta ad una espressione vitale del fare e del creare. Ogni gruppo artistico, soprattutto nel Novecento, ha avuto il suo “movimento” con dichiarazioni d’intenti e di pensiero, tanto che divenne quasi fondamentale, nel tempo, motivare un’appartenenza ad un’idea o ad un agire se erano più artisti che si incontravano. Oggi esistono molteplici sfumature e diverse caratteristiche sociali che davvero frammentano ed accelerano le idee in modo tale da non permettere più una condivisione così netta degli intenti. È proprio in questo contesto temporale che è nata questa nuova simbiosi di personalità artistiche di diversa formazione e provenienza che però sono fortemente accomunate dall’estro e dalla volontà di voler dipingere e scolpire e, insomma, lavorare per l’arte e nell’arte. Mattia Battistini, Riccardo Bottazzi, Francesco Brunelli, Simone Gardini, Roberto Pagnani, Francesco Petrosillo ed Ilaria Siboni si sono praticamente trovati e ritrovati in un “luogo-città” dove tutta la loro passionalità ed audacia artistica li ha riuniti e hanno dato vita a Ca’de’art.

I comuni scopi che hanno riunito i fondatori dell'associazione sono l'intenzione di rendere visibile la produzione artistica sia dei componenti del gruppo che di artisti di diversa provenienza e la volontà di proporre lo scambio di spazi e di idee con i vari artisti che di volta in volta collaboreranno con l’associazione. Usufruire di luoghi non convenzionalmente consoni ad ospitare arte è un altro fattore che caratterizza le scelte del gruppo, che cerca in questo modo di inserire arte prettamente contemporanea in luoghi storico-funzionali della città.

La prima esposizione, con il patrocinio del Comune e della Provincia di Ravenna, avrà sede in un luogo storicamente noto come la Ca' de' Vén. Il circuito espositivo proseguirà poi all'Hotel Santa Maria in Foris, al Palazzo Galletti Abbiosi, alla CNA di Ravenna, alla Torre di Oriolo dei Fichi e in altri luoghi in via di definizione.

FRANCESCO BRUNELLI


Francesco Brunelli è nato a Ravenna. Compie una personale ricerca che lo porta ad utilizzare materiali molto vari. L’artista pone particolare attenzione al passato e alla rielaborazione di materiali di recupero a cui riesce infondere nuova vita nei suoi assemblaggi. Un’ironia disincantata pervasa di riferimenti storico–sociali caratterizza i suoi originali personaggi. Nel 2006 approfondisce la lavorazione di materiali più difficili, quali il ferro, da cui nascono scuri pesci inseriti in insolite “nature morte”. Dal 1998 partecipa a diverse esposizioni personali e collettive.